CHIESA DI SANTO STEFANO DEGLI AGOSTINIANI ad EMPOLI – Preziosi frammenti d’arte da scoprire.

CHIESA DI SANTO STEFANO DEGLI AGOSTINIANI ad EMPOLI – Preziosi frammenti d’arte da scoprire.

Articolo in italiano e foto
di Alessio Martellotti

La Chiesa di Santo Stefano passa quasi inosservata a chi percorre la stretta via dei Neri: il corpo dell’edificio è stretto nel tessuto urbano, si presenta privo di facciata ed estremamente semplice e spoglio da ornamenti come più si addice ad un edificio conventuale.

I frati agostiniani iniziarono la costruzione nel 1367 e con il successivo finanziamento di alcune facoltose famiglie empolesi ne consentirono la rapida conclusione e l’abbellimento con pregevoli opere d’arte.

Nonostante le ristrutturazioni del XVIII secolo ed i notevoli danni subiti durante il secondo conflitto mondiale – il campanile completamente distrutto, non più ricostruito – la struttura architettonica è rimasta pressochè originale. La pianta della chiesa è articolata da due grandi oratori, mentre massicci pilastri, scandiscono l’interno in tre navate con quattro cappelle a sinistra, cinque a destra e tre absidali.

Proprio nella prima cappella di fronte all’ingresso, Masolino da Panicale ha affrescato, nel 1424, il ciclo delle “Storie della Croce”: tra i pochi frammenti superstiti è interessante notare un precoce esempio di “natura morta”. Sempre di Masolino, possiamo osservare “Sant’Ivo tra i pupilli” nel transetto e la stupenda “Madonna col Bambino” nella lunetta sopra la porta della sagrestia.

La Chiesa di Santo Stefano è un’antologia dell’arte fiorentina quattrocentesca: vi si conservano infatti “l’Annunciazione” – capolavoro marmoreo di Bernardo Rossellino, le “Storie della Vergine” di Gherardo Starnina e il bellissimo dipindo su tavola: “San Nicola da Tolentino che protegge Empoli dalla peste” di Lorenzo di Bicci.

Va doverosamente segnalato che la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani ad Empoli, è stata tra le protagoniste di una serie di pregevoli documentari televisivi diretti dal celebre storico dell’arte Antonio Paolucci (direttore dei Musei Vaticani) a ribadire quindi l’importanza che questa chiesa, riveste nel panorama artistico del Rinascimento Toscano.

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