LA VARIABILE NASCOSTA DI GIANFRANCO MANES Un intrico di spionaggio politico-militare tra realtà e fantasia, storia e scienza durante la Seconda Guerra Mondale.

LA VARIABILE NASCOSTA DI GIANFRANCO MANES Un intrico di spionaggio politico-militare tra realtà e fantasia, storia e scienza durante la Seconda Guerra Mondale.

Articolo in italiano
di Elisabetta Failla

La variabile nascosta, opera prima di Gianfranco Manes (ed. Diarkos), è un romanzo di spionaggio ambientato durante la seconda guerra mondiale in cui le vicende di fantasia si intrecciano con fatti accaduti realmente e personaggi esistiti all’epoca. Un libro che, se si è appassionati del genere, si vorrebbe leggere tutto di seguito per arrivare a conoscere il finale della storia ma che, arrivati all’ultima pagina, dispiace chiuderlo e metterlo nella libreria. 

L’autore ha dato prova con questa sua prima fatica di essere uno scrittore brillante e decisamente avvincente. Ma cosa ha spinto un professore di elettronica alla facoltà di ingegneria di Firenze prima e di Perugia poi, ha creato un’azienda con il figlio che si occupa di apparecchiature tecnologiche per la viticoltura, a scrivere un libro? “Sono uno ‘scrittore per caso’ – racconta Gianfranco Manes – Stavo preparando una conferenza e ho ritirato fuori alcuni argomenti universitari fra cui la teoria di Werner Karl Heisenberg, uno delle menti scientifiche più brillanti del ‘900 e premio Nobel per la fisica nel 1932.Al di là della parte scientifica, lui è personaggio controverso che è stato accusato di essere nazista, di aver progettato la bomba voluta da Hitler. Ho voluto dare una mia verità facendo conoscere questo scienziato non attraverso la divulgazione scientifica ma inserito all’interno di un romanzo di spionaggio che potesse appassionare un maggior numero di lettori”.

La Variabile Nascosta è un romanzo di spionaggio ambientato nella Seconda Guerra Mondiale in cui vicende e personaggi di fantasia si intrecciano con fatti e persone reali. Un racconto avvincente sul progetto atomico nazista che avrebbe potuto cambiare le sorti della guerra. Tutto inizia da un ‘manoscritto’, casualmente ritrovato in un mercatino di antiquariato a Vienna da un giovane ricercatore italiano, Lorenzo. Questa è la scintilla per ripercorrere l’intreccio delle storie dei grandi scienziati e le ricerche scientifico-militari per la creazionedella bomba atomica. “La trama del libro ruota intorno ad un’idea paradossale. Heisenberg aveva incontrato il suo maestro amico, il fisico danese Nils Bohr, insieme altri scienziati Premi Nobel a Copenaghen nel 1941- spiega Manes – Dopo questo incontro si è rotta l’amicizia fra i due e molti si sono interrogati sul perché. Alcuni hanno sostenuto che Heisenberg lo volesse coinvolgere nel progetto nucleare di Hitler. Altri, invece, che ci fosse stato solo un fraintendimento perché lo scienziato era l’autore di una teoria su cui Bohr espresse dei dubbi”. Gianfranco Manes ci dà la sua personale versione frutto della sua fantasia: che tra i due ci fosse una diatriba scientifica perché Heisenberg aveva messo a punto una teoria – la teoria della variabile nascosta – che contraddiceva tutto quello che i due avevano fatto insieme nei quindici, venti anni precedenti di collaborazione.

Heisemberg ha realmente partecipato al progetto della costruzione di una bomba atomica nazista fin dall’inizio, nella primavera del ’39, quando alcuni scienziati tedeschi sono stati coinvolti dai vertici politici e militari nazisti. Lo scienziato, nonostante avesse messo a punto i principi fondamentali per la realizzazione dell’ordigno, capì che ci sarebbe voluto molto tempo per difficoltà teoriche e organizzative.

Sul manoscritto ritrovato da Lorenzo ci sono gli appunti scritti frettolosamente da Heisenberg che riguardano i punti fondamentali della sua teoria. Questo dà allo scrittore il pretesto per ripercorrere sia l’idea nazista di costruire la bomba atomica ma anche quella di descrivere una sorta di partita a scacchi che Walter Schellenberg, capo dei servizi di Intelligence delle SS, e Stewart Menzies, capo dei servizi di Intelligence britannici, entrambi realmente esistiti come i capi della Gestapo citati nel libro, giocheranno intorno a questo manoscritto poiché entrambi vorranno carpire informazioni sul progetto. Da qui si snoda una storia di intrighi, di spionaggio che coinvolgeranno altri personaggi di fantasia ma ispirati a persone vissute realmente.

L’autore ha svolto un grande lavoro di ricerca sia per quanto riguarda le figure inserite nel suo romanzo che per il contesto storico che fa da sottofondo alla storia. Ad esempio su Schellenberg, Gianfranco Manes è riuscito a leggere i documenti desecretati della Cia con i profili fatti su di lui per conoscerlo meglio. “Ho cercato di riportare i fatti con la massima fedeltà – spiega anche perché talvolta, come in questo caso, la realtà è più incredibile ed intrigante della fantasia. Per me è stato una sorta di viaggio all’interno di un’epoca”.

Non diremo come finisce il romanzo, ma Manes fa vivere al lettore momenti alla “slidingdoors” fra presente e passato, fra realtà e fantasia che alla fine si potrebbe anche chiedere: “ma questo romanzo l’ho letto davvero?” .

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