Abbinamenti tra cibo e musica – La musica a tavola!

Abbinamenti tra cibo e musica – La musica a tavola!

Articolo in italiano
di Cristina Casas

Gioacchino Rossini, Georg Philip Telemann, Johann Hermann Schein, Johann Rosenmüller, Antoine Dornel e tanti altri compositori famosi dei secoli scorsi . Buona parte della loro musica veniva composta per allietare banchetti e addirittura recava il titolo di Musique de tablein Germania Tafelmusikpiù tardi in Italia denominata Divertimento, o in Francia Chanson, anche Suites, componenti una serie di brani da danza, che accompagnavano le camere reali. Anche Jean-Baptiste Lully ovvero Giovanni Battista Lulli si dedicava a questo tipo di musica, presso la corte del Re Sole.

Un legame tra la musica e il cibo è da sempre esistito e non si esaurisce solo con la così detta musica da tavola, il rapporto è più sostanziale e consiste nelle caratteristiche intrinseche delle due arti: sia la musica che il cibo sono arti destinate a “dissolversi”, al momento degli eventi. La musica “se ne va” mentre si ascolta, il cibo “scompare” trasformandosi, mentre viene mangiato, ma a noi di entrambe qualcosa rimane, per fortuna: il piacere.

Abbinarle, è stata già un’usanza adottata da tutte le culture del mondo e da sempre ha avuto un’evoluzione, per esempio ai tempi dei Greci il Convivium era un insieme di musica e cibo, per accompagnare la socialità. Anche nel Rinascimento, Barocco e Classico la musica ha avuto il compito di dilettare, soprattutto i più potenti, ovvero accompagnare con musica i banchetti nelle corti dei re, perciò i compositori a servizio reale venivano incaricati a scrivere specificamente per queste occasioni.

Ma la musica e il cibo insieme ci accompagnano e fanno parte anche della cultura popolare e non solo di pochi fortunati, ricchi o potenti; infatti se pensiamo al Rostiboli (XV secolo) ci trasferiamo in ambiente contadino, oppure anche con le Frottole, le Canzoni ecc, che nei momenti distanti dai terreni padronali, venivano utilizzate come divertimento. Cibo, musica e anche la prosa e la danza si univano, in un insieme che diventava scherzare e giocare anche con le posizioni sociali, facendo  battute su servo e padrone, capovolgendo i ruoli per spasso e divertimento.

Oggi pensiamo a cibo e musica come due arti che s’incontrano, non a caso il Crossmodal Laboratory dell’università di Oxford ha compiuto ricerche specifiche utilizzando un gruppo di volontari, a cui è stato chiesto di masticare caramelle mou mentre erano sottoposti a vari tipi di suoni a frequenze basse e alte, il risultato è stato che le frequenze gravi aumentano la percezione dei sapori amari, mentre quelle alte amplificano i sapori dolci.

La rivista internazionale Appetite, specializzata in ricerche nutrizionali legate al comportamento umano, ha diffuso la ricerca a cui hanno partecipato 46 assaggiatori maschi e 53 femmine. Dovevano assaggiare un alimento “confortante” come il cioccolato al latte, ascoltando lo stesso brano musicale ma in versione classica, poi in versione jazz, ancora in hip-hop e alla fine anche in versione rock. Il risultato è stato a favore del jazz che sembra accentuare la gradevolezza complessiva del gusto del cioccolato.

Ma al di là di tutte le ricerche specifiche sull’argomento, che cercano di spiegarci razionalmente il perché e per cosa musica e cibo stanno bene insieme, abbinarli sarà sempre una sublime esperienza di piacere.

Quindi per omaggiare la cucina, alcuni compositori dei nostri tempi hanno dedicato alcune canzoni da ricordare:
Ma che bontà interpretata da Mina
Viva la pappa con il pomodoro di Rita Pavone
Spaghetti a Detroit di Fred Bongusto
Le Tagliatelle di nonna Pina
A Cimma di Fabrizio De André ed Ivano Fossati.

E Arrivati al Dessert? Si può dunque ascoltare:
Banane e lampone di Gianni Morandi
Una merenda di Fragole di Renato Zero
Fragole buone buone di Luca Carboni
Pane e castagne di Francesco De Gregori
Gelato al cioccolato di Pupo
Gelato al limone di Paolo Conte
Rossetto e cioccolato di Ornella Vanoni.

Buon appetito!

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