“Nobody is normal”, un corto commovente che ci insegna che la normalità non esiste

“Nobody is normal”, un corto commovente che ci insegna che la normalità non esiste

Articolo in italiano
di Cristina Belli

Girovagando su Internet, potete incappare in un delizioso cortometraggio di Catherine Prowse, intitolato “Nobody is normal”.

Prowse è una talentuosa regista di corti animati, che vive a Londra. La sua pellicola di laurea ha vinto tre premi della Royal Television Society ed è stata poi selezionata per diversi festival, in tutto il mondo. Nella sua pagina (Catherine Prowse (vimeo.com)) trovate altri 21 video girati per diversi enti prestigiosi, tra cui Greenpeace, la Cancer Research UK, The Royal Opera House e molti altri. “Nobody is normal” ha come committente Childline, un servizio di counseling online per bambini e giovani, che opera nel Regno Unito.

Il corto in questione dura poco più di un minuto, che spederete più che bene, guardandolo.

Vi troverete immersi in un’atmosfera candida e reale al tempo stesso, in cui il tenero protagonista, un ragazzino di età imprecisata, tenta (con grande fatica  e non poca solitudine) di nascondere al mondo la sua presunta diversità, per poi accorgersi nel finale, che tutti siamo diversi. E tutti siamo belli, proprio in virtù di questo.

Colonna sonora del corto, “Creep” dei Radiohead. Capolavoro datato 1993, è uno dei successi internazionali del gruppo. La scelta della canzone non è casuale, infatti creep significa strambo, diverso, in altre parole “sfigato”, così come è alienato e avulso dal contesto scolastico il protagonista del corto, fino al lieto fine.

“But I’m a creep
I’m a weirdo
What the hell am I doing here?
I don’t belong here”

Sessanta e più secondi, con immagini così potenti da travalicare il muro della parola e del linguaggio verbale. Una piccola perla di pedagogia, adatta a grandi e piccoli. Per ricordarci che, in fondo, nessuno è perfetto e che è nei singoli difetti di ognuno, che alberga il nostro essere speciali.

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