La fotografia negli anni ‘90 raccontata dal fotografo Gianni Ugolini

La fotografia negli anni ‘90 raccontata dal fotografo Gianni Ugolini

Articolo in italiano
di Sonia Becattini
foto di Gianni Ugolini

Siamo giunti negli anni ’90, Gianni Ugolini è sempre legato al mondo della moda, continua a creare campagne pubblicitarie splendide per brand importanti in giro per il mondo, in luoghi lontani e poco conosciuti per la maggior parte delle persone e inizia collaborazioni durature con diverse aziende europee di fama mondiale di prodotti per capelli. La luce continua ad essere l’elemento principale che caratterizza le sue immagini e attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti tecnici e ottici realizzò fotografie uniche e innovative per quel periodo.

Allora Gianni, continuiamo a parlare della moda, ma questa volta del decennio successivo, quindi gli anni ’90. Cosa ci racconti?

A cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 ho realizzato una famosa campagna pubblicitaria per l’azienda americana Champion. L’ho realizzata nel mitico “superstudio” di Milano del fotografo Fabrizio Ferri.
Inizio l’intervista raccontando di questa campagna pubblicitaria perché rappresenta un passaggio importante del mio modo di lavorare e del mio stile e anche delle tendenze di quegli anni. Qualcosa stava cambiando e le tendenze erano quelle di realizzare foto sempre meno posate e maggiormente naturali. Io ho dato il mio contributo applicando tecniche della fotografia per creare nuovi effetti, lavorando sempre più in esterno, sfruttando al massimo la luce naturale, realizzando immagini sempre più riconoscibili.

Ci sono stati due personaggi importanti nell’ambito della cosmetica per capelli in quel periodo, ringrazio  Carlo Bay e Luciano Santini perchè apprezzarono per primi il mio nuovo modo di rendere di facile lettura la naturalezza dei capelli, specialmente in esterno e mi hanno introdotto in quel meraviglioso mondo, che mi ha dato grande successo. Tra le varie copertine c’è anche una foto che ho realizzato per Luciano Santini, che ricordo con grande affetto, realizzata semplicemente nel giardino di casa mia, con l’ausilio di un semplice fondo nero e un ventilatore potente.  Questo nuovo stile più “street” e più vicino quindi alle persone, ha generato entusiasmo e interesse nelle aziende di prodotti per capelli, abituate fino ad allora ad avere foto quasi sempre “posate” in studio. In questi anni ho realizzato campagne fotografiche per  Wella, L’Oreal e Schwarzkopf. Sono stato il primo fotografo a utilizzare un obiettivo di 300 mm/2.8, che nessuno conosceva; aveva una grande luminosità con una profondità di campo strettissima. Questo mi permetteva di fare foto in esterno lasciando molto libere le modelle di muoversi, e di riuscire a ritrarre splendidi e ben definiti primi piani di teste con tagli e pettinature meravigliose, eliminando il disordine della strada perché i fondi rimanevano sempre fuori fuoco e non distraevano affatto l’osservatore, mentre l’immagine acquisiva una naturalezza e una riconoscibilità molto importante per dare un nuovo impulso alla nuova tendenza. 

Gli anni dei grandi viaggi all’estero

In questo periodo, sempre per dei brand di moda, ho fatto anche delle esperienze incredibili in luoghi che ad allora non erano per niente facili da visitare, luoghi lontani in cui il turismo era quasi inesistente.
Il viaggio in Birmania resterà sempre nella mia memoria, un luogo per la maggior parte delle persone praticamente sconosciuto all’epoca. Avevamo tempi strettissimi, il visto durava solo una settimana ed essendoci un regime militare, se non si rispettavano le regole erano guai seri!
Lo scatto che ho scelto era diciamo “rubato”, fatto velocemente, perché eravamo davanti a una scuola buddista e dall’immagine si capisce quanto fosse delicato il momento rispetto al luogo scelto.
La foto dei giovani monaci invece è una foto di reportage, l’ho scattata in occasione di una visita in un’altra scuola buddista.

Altro viaggio di quelli indelebili e stato per la campagna pubblicitaria che ho realizzato in Russia, a Mosca. In quegli anni entrare in Russia come fotografo non era semplice, infatti siamo stati accompagnati regolarmente e gentilmente per tutto il tempo del nostro soggiorno da due agenti della sicurezza. Due settimane di lavoro intenso e meraviglioso, in una Mosca sotto la neve, la foto della modella in Piazza del Cremlino innevata e completamente vuota oggi sarebbe difficile da poter realizzare. L’altra foto invece l’ho scattata dentro gli studi cinematografici russi Mosfilm, paragonabili un po’ alla nostra Cinecittà, sullo sfondo si vede bene l’ombra della sagoma di una macchina da cinepresa.

Poi c’è stato anche il viaggio in Irlanda, una meta già più vicina a noi,  una Dublino che è cambiata molto in questi ultimi 30 anni. Eravamo nel quartiere dove sorge la fabbrica della famosissima birra Guinness, ricordo come se fosse oggi l’odore del malto che inebriava tutto il quartiere. C’erano tanti pub e tutti i giorni si vedevano le persone che lavoravano nei locali andare a prendere la birra appena fatta. Ricordo poi di aver assaggiato proprio lì per la prima volta il mio primo Irish coffee, o caffè irlandese,  un caffè caldo, zuccherato, corretto con Whiskey irlandese e con uno strato di panna sopra. Una delizia!
In quell’occasione ho realizzato una campagna fotografica per un brand di scarpe italiane e per esaltare al massimo il sapore irlandese abbinato al prodotto, scelsi dei ragazzi dalla strada, dall’aspetto tipico irlandese e prodotti tipici del luogo che richiamassero al massimo il sapore d’Irlanda. Uscì uno scatto con un ritratto coloratissimo di un ragazzo irlandese molto giovane con in mano una scarpa che conteneva una bottiglia di whisky. Una foto così in una campagna pubblicitaria oggi sarebbe stata impossibile da realizzare, il mondo della comunicazione e dei media è cambiato sensibilmente.

La Mostra Itinerante

In quel periodo avevo realizzato una quantità di scatti notevole e avevo realizzato fotografie veramente belle. Decisi quindi, in accordo con alcune gallerie d’arte private e alcune figure comunali che mi hanno messo a disposizione degli spazi espositivi, di realizzare una mostra personale con  20 scatti di Moda per la Moda, i più belli da me realizzati in questi primi 20 anni di professione.
L’idea è stata di realizzare una mostra itinerante, toccando per alcune settimane e in alcuni casi come Firenze anche mesi, città come Milano, Roma e Bologna, esponendo in diversi luoghi della città.
L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e accoglienza sia da parte degli espositori che del pubblico.

Gli anni di Miss Italia

Collaborando per diversi anni con il marchio Wella, mi sono ritrovato anche a partecipare a diverse edizioni come fotografo delegato, in quanto sponsor ufficiali del famoso concorso di bellezza. Erano anni in cui il concorso aveva un grande seguito e un grande successo, c’era ancora Enzo Mirigliani, aveva già la sua età, ma ricordo bene di un uomo sempre molto entusiasta e gentile con una grande energia positiva.

Erano anche gli anni in cui presentava il concorso il caro Fabrizio Frizzi, persona che ho conosciuto e che ho avuto modo di rincontrare in altre manifestazioni successive, fuori dal contesto Miss Italia.

Non ultima proprio in questi anni in una gara di Go-Kart no profit a Macerata. Posso dire di avere solo bei ricordi, anni favolosi!

Anticipo il prossimo articolo in cui parleremo del Nuovo Secolo con una foto che rappresenta un momento storico fortemente drammatico della storia. Ero a New York per una campagna pubblicitaria, le ho fotografate appena in tempo, eravamo lì ad Aprile del 2001, dopo pochi mesi c’è stato l’attentato.
Il digitale è alle porte, ci sentiamo già’ il fiato su collo, il grande cambiamento si sta’ avvicinando a grandi passi … cosa faremo? Abituati alla fotografia analogica dove tutto quello che fotografi è verità ?
Staremo a vedere…  ci saranno belle sorprese! Arrivederci al prossimo articolo.

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