Mindfulness in pillole: benessere psicofisico per tutti – la meditazione camminata

Mindfulness in pillole: benessere psicofisico per tutti – la meditazione camminata

Articolo in italiano
di Cristina Belli

Eccoci alla quarta delle nostre pillole di mindfulness. Anche questa volta, come la precedente, ci dedicheremo ad una pratica di meditazione dinamica.

“La mente può andare in mille direzioni
ma su questo splendido sentiero io cammino in pace.
A ogni passo soffia una brezza delicata,
a ogni passo sboccia un fiore”. (Thich Nhat Hanh)

Avete indovinato di cosa si tratta? Esatto… Camminare in modo mindful, cioè consapevole. Tutti noi camminiamo nella vita di tutti i giorni, anche chi è più pigro o abituato ad usare i mezzi di trasporto. Però, di solito, la nostra attenzione è altrove, quindi la nostra camminata è quasi una corsa, i nostri passi sono affrettati. Lo scopo di questa lettura è riflettere e imparare a fare anche solo pochi passi in pace. Questi “passi di pace” saranno la vostra meditazione camminata. Che la facciate in casa (dal salotto alla cucina), oppure per le scale (scendendo in strada) o all’aperto… Camminerete per il piacere di camminare, senza il desiderio di andare da nessuna parte. In sanscrito si dice apranihita: assenza di desideri o scopi. Infatti se togliete al camminare la funzione di arrivare… Rimane solo il camminare, godendo di ogni singolo passo. Vedrete che gradualmente il respiro si armonizzerà coi passi e i pensieri non vi porteranno più nel mondo della dimenticanza e  della distrazione, ma sarete totalmente qui e ora.

In breve, vediamo alcuni suggerimenti su come fare praticamente. Trovate, innanzitutto, un luogo sicuro e tranquillo. Potrà essere al chiuso, come dicevamo, o all’aperto. Sarebbe perfetto un giardino, ma è sufficiente che ci sia lo spazio almeno per compiere dieci passi. La cosa veramente fondamentale è che sia un posto dove praticare senza sentirsi impacciati o essere disturbati. Vi consiglio di praticare la meditazione camminata per 10 minuti, per poi eventualmente aumentare, quando ne avvertirete tutti i benefici. La regola base è la lentezza, ma che non sia così eccessiva da rendere innaturale e faticoso il muoversi. Deve essere un’esperienza piacevole; quindi ognuno trovi il proprio giusto ritmo lento. Potete anche incitarvi e darvi entusiasmo ricordandovi che avete due buone gambe, di cui essere grati. Camminate dunque per voi stessi e per chi non può camminare e perché no? Camminate per chi c’era prima di voi sulla Terra e per chi ci sarà. Rendete dunque sacro il vostro camminare. Iniziate a sollevare il piede destro da terra; fate caso al tallone che si alza e al peso che si sposta sulla gamba sinistra. Posate il piede a terra, lentamente, di un passo avanti. Mentre questo avviene starete, automaticamente, già sollevando il tallone sinistro da terra. Anche qui, siate consapevoli di ciò che accade. Posate anche questo piede a terra. Com’è il contatto? Ci sono punti che poggiano di più e altri di meno? Potreste accorgervi che siete un po’ sbilanciati, poiché avete ridotto la vostra velocità normale di cammino. Seguite il respiro, state nei passi e presto ritroverete l’equilibrio. Vi potete aiutare immaginando di essere una tigre, dai passi lenti, sicuri e maestosi. In ogni modo la vostra consapevolezza sarà tutta presa dal sollevare, piegare, appoggiare gambe e piedi. Se vi capiterà di pensare al passato, al futuro o ai vostri progetti, riportate l’attenzione al respiro e al corpo. Quando avrete fatto 10 passi in una direzione, girate lentamente il corpo: notate i fianchi che ruotano e prima di cominciare un’altra serie di passi, ricordate di respirare.

Questo tipo di meditazione attiva è particolarmente adatta anche ai bambini, perché può diventare divertente, se proponete loro di farla giocando. Facendo affidamento sull’immaginazione dei piccoli potete proporre loro di camminare in modi diversi, ad esempio: camminate come se foste sotto la pioggia, sul ghiaccio, sui carboni ardenti; oppure camminate come se foste una ballerina, uno zombie, un anziano; oppure proponete loro di camminare come diversi animali (la scimmia, il topo, il gatto). Questa pratica giocosa permette loro di sentire il corpo nel momento presente e li stimola a riflettere sull’effetto che i diversi modi di camminare hanno sulle emozioni, sull’umore e sui pensieri.

Concludendo: perché camminare con consapevolezza?

  • Per connettere al qui e ora l’anima e il corpo
  • Per il piacere di rallentare
  • Per coltivare la consapevolezza del vostro corpo, attraverso il movimento
  • Per sviluppare concentrazione,attenzione e calma, alleviare lo stress
  • Per calmare la mente

“E’ possibile godere di ogni passo che facciamo, non solo durante la meditazione camminata, ma in qualsiasi momento, ogni volta che è necessario spostarsi da un luogo ad un altro, indipendentemente dalla distanza”. (Thich Nhat Hanh)

Alla prossima!

Se siete interessanti ad approfondire:

Thich Nhat Hanh, Pratiche di consapevolezza, Terra Nuova Edizioni.

Thich Nhat Hanh e Katherine Weare, Insegnanti felici cambiano il mondo, Terra Nuova Edizioni.
Patrizia Collard, Piccoli momenti di mindfulness, Mondadori.

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