Kimono mon amour

Kimono mon amour

Articolo in italiano
di Ilaria Tolossi
foto di Roxana Brachi

Specialmente in questo anno un po’ incerto, credo che il Kimono sia un capo che metta tutti d’accordo visto che è taglia unica da indossare in casa o fuori, con cintura o più comodamente, ma non meno elegante sciolto.

Il significato della parola kimono è “cosa da indossare” e proprio il suo modo di essere indossato si è evoluto insieme alla sua forma.

Nato secoli fa in Giappone iniziano a sfilare per le strade di Kyoto nel 1600, con la sua semplice struttura attraversa epoche e mode, ispira pittori come Touluse-Lautrec e Klimt e anche creatori di moda come Poiret e Vionnet che iniziano a giocare con volumi e ricami ispirati all’Oriente.

Da allora segna le mode fino alle ultime sfilate di houte couture, pret -a- porter e street style con stilisti come Yves saint Laurent , Jean Paul Gaultier e molti altri.

Il kimono ha una semplice forma a T, lungo e con maniche molto ampie, sembra così semplice ma in realtà partecipando al rito della vestizione del Kimono tradizionale ne ho capito la complessità. Una giovane donna aiutata da una signora più anziana, quasi in una danza, indossava i vari strati sapientemente avvolti per esaltare la sua figura. Da colori neutri siamo passati al tripudio delle sete dipinte a mano del kimono e dell’obi, la cintura che chiude il tutto.

Ci sono volute quasi 2 ore per completare il rito e vi garantisco che è stato amore a prima vista e che dal quel momento nella mia collezione Essère sia invernale che estiva il kimono non manca mai.

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