La musica Joik – la Lapponia vista da un punto di vista diverso da quello natalizio

La musica Joik – la Lapponia vista da un punto di vista diverso da quello natalizio

Articolo in italiano
di Cristina Casas

E’ tempo di Natale e noi pensiamo alla Lapponia. Ma la Lapponia non è solo Natale, o anzi Natale in Lapponia lo è solo per noi, e non solo: i nativi indigeni della regione geograficamente delimitata e conosciuta come Lapponia non s’identificano con l’essere chiamati lapponi, perché è considerato un termine spregiativo, dato che i finlandesi chiamano lapponi o lappòni genericamente coloro che si occupano di pesca e allevamento di renne, e loro non sono solo quello. Loro sono invece i Sapmi (abitanti Sàmi, nella loro lingua) e non lapponi, e se vengono collegati nel pensiero collettivo alla storia di Babbo Natale e altri riti della tradizione cristiana natalizia, si sentono offesi, oscurati. Il popolo Sàmi si trova nell’Europa del Nord, nella regione settentrionale della Norvegia, in Svezia, Finlandia, Kola (nella penisola russa) e Murmansk (Murmania, sempre in Russia); al confine con il Mare di Barents, il Mare di Norvegia e il Mare Bianco.

Premetto che pur essendo tempo di Natale, parlo di musica Sàmi (e non lappone) che né culturalmente né musicalmente è pensata per il Natale, visto che appartiene alla tradizione precedente al cristianesimo e i suoi testi, ove ci sono, non hanno niente a che fare con i nostri canti natalizi. Ma lo Joik è molto di più e senza tempo: è la musica tradizionale dei Sàmi.

Durante la fase di cristianizzazione dei Sàmi (dominati principalmente dalla Norvegia), il loro genere musicale, lo Joik, che venne considerato come peccaminoso, fu quindi condannato. La politica e le opinioni delle varie chiese e dei movimenti ecclesiastici sullo Joik (definito e inteso come “peccato”) hanno svolto un ruolo importante nella sua svalutazione.

Una delle ragioni per cui lo Joik era controverso è perché fu associato con i Noaidi (gli sciamani dei Sàmi) e ai rituali, non accettati a quel tempo, della mitologia precristiana. Lo Joik non è stato capito ma considerato come una specie di richiamo spiritico, definito come esecuzione d’incantesimi magici.

Lo Joik invece condivide alcune caratteristiche essenziali filosofiche con le culture sciamaniche della Siberia, che imitano i suoni della natura per rispetto dell’ambiente, richiamandosi sempre al valore fondamentale del rispetto per la Madre Terra.

E nonostante questa storica oppressione culturale e politica del popolo Sàmi, lo Joik come genere musicale è sempre rimasto fortemente radicato nella sua cultura e la sua tradizione fu mantenuta tanto che è ancora praticato e usato come fonte di ispirazione perfino nella musica moderna.

A differenza di altri generi di musica scandinava come Gammaldans, Runolaulu, Zinge o Kalattuut, in cui si usano strumenti come la Fidula, il Salterio, l’Harmonium ed altri, e che hanno una struttura musicale ben definita (nonché testi in rima), nello Joik originale si usano solo gli unici strumenti tradizionali Sami: percussioni e flauti. E quando c’è un testo la voce è libera e la melodia da cantata non è soggetta a rima, dodecafonia o tempo strutturato, ma piuttosto costruttiva ed aperta all’improvvisazione.

Al giorno d’oggi i Joik popolari sono cantati in due stili diversi di cui uno molto simile allo stile tradizionale, e uno in versione tonale e melodicamente dodecafonico connesso, cantato principalmente dai giovani, e usato come elemento nella musica Sàmi contemporanea.

Questa differenza tecnica sta nel fatto che la musica Sàmi tradizionale è fatta da un continuo alternare parole e suoni principalmente in base a uno o al massimo due toni, denominati “toni recitanti”. I canti (alternati ai suoni) possono variare da una melodia  semplice (che coinvolge una serie ridotta di note) alternata ad altre più elaborate e spesso ripetitive, e poi per aggiungere varietà inseriscono sotto-frasi musicali che ricordano la melodia primordiale (quella usata all’inizio), la più semplice, che rimane impressa all’ascoltatore perché gli viene ricordata con il susseguirsi della canzone.

Tradizionalmente i testi dei brani musicali Joik sono testi brevi o a volte i brani suonati non hanno neanche un testo, e quando ce l’hanno questo ha lo scopo di rappresentare una situazione, che può essere dedicato a una persona, a un fatto naturale, a un animale o a un paesaggio come firma personale. Infatti musicalmente non è esente l’improvvisazione, si dà ampia libertà all’interprete con lo scopo di fargli esprimere meglio quello che desidera per lasciare una sua personale impronta nel brano da lui eseguito.

Nell’epoca moderna e anche ora nell’era digitale arriva a noi lo Joik, in evoluzione da chi vuole rendere omaggio, far proseguire e tenere viva la tradizionale musica Sàmi rispettandolo, come i seguenti artisti:

Nils Mattias Andersson nato nel XIX secolo ma famoso durante il XXesimo, vissuto in un epoca con meno mezzi per divulgare e comunicare al mondo la musica di una minoranza dominata e politicamente sottomessa.

Mattis Haetta, famoso negli anni 70.

Ande Somby, artista, ricercatore e insegnante di Giurisprudenza che attualmente combatte per il rispetto dei diritti degli indigeni.

Sverre Kjelsberg, che negli anni 80 si presentò  all’Eurovision Song Contest con canzoni composte da lui stesso.

Nils-Alsak Valkeapàà, reso noto internazionalmente nel 1994 per la sua esibizione alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici a Lillehammer in Norvegia.

Antye Greje, cantante, musicista e compositrice con l’uso dei nuovi media (le nuove tecnologie per produrre musica elettronica) prende spunto dallo Joik e l’uso della parola in stile Sàmi e lo mescola con la musica elettronica.

Jonne Jàrvelà, che con la sua band folk-metal finlandese Korpiklaani abili a mescolare prendendo spunto dallo Joik poi ridefiniti dalla critica come aggruppazione Joik-Metal.

Nel cinema possiamo ricordare il film Frozen, per la cui colonna sonora un motivo Joik è stato scelto dal compositore della casa di produzione Disney, Christopher Beck, utilizzando un brano chiesto a sua volta al musicista e compositore d’origine Sàmi, Frode Fjellheim (della band Transjoik) trasformandolo per creare il tema per il film “Eatnamen Vuelie” , “Canzone della Terra”.

Altri artisti moderni famosi che interpretano Joik sono fra i norvegesi: Mari boine, Ann-Mari Anderssen, Ella Marje Haetta Isakssen, Elle Marjà Eira, Marja Mortensson, fra gli altri.

Più recentemente lo Joik si fonde col Rap, e per questa novità evolutiva possiamo ascoltare Fred-René Overgaard Buljo, statunitense d’origini scandinave membro del gruppo Rap Sàmi Duolva Duottar.  Nel 2018 lo stesso Overgaard Buljo ha formato un suo gruppo, pensato appositamente per partecipare al Melodi Grand Prix 2019 (concorso musicale televisivo, in Norvegia), i KEiiNO, con cui si è esibito eseguendo il brano “Spirito nel cielo” ottenendo la vittoria da parte del pubblico aggiudicandosi così il diritto a rappresentare la Norvegia all’Eurovision Song Contest 2019 di Tel Aviv.

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