Monastero vallombrosano di San Salvi: Cenacolo di Andrea del Sarto

Monastero vallombrosano di San Salvi: Cenacolo di Andrea del Sarto

Articolo in italiano
di Alessio Martellotti
foto di Alessio Martellotti

Suggestivo e inaspettato contenitore museale che, ben lontano dai più acclamati musei cittadini stupisce e spiazza per l’unicità dei pezzi esposti e per l’incredibile quiete che regna nelle sale. Il museo di San Salvi è ricavato dai locali attigui dell’omonima abbazia vallombrosana, ubicato nel quartiere Campo di Marte di Firenze, nella zona dello stadio a pochi passi da piazza Alberti.

Il cuore del piccolo museo è senz’altro il grande refettorio conventuale affrescato da Andrea del Sarto, con la scena dell’ Ultima Cena. Il grande dipinto, si trova sulla parete di fondo del refettorio opposta all’entrata e occupa tutto il registro superiore della parete al di sotto dell’arco della volta. Nel sottarco, tra grottesche e riquadrature, si trovano cinque medaglioni – realizzati dall’artista, ancor prima del tema principale – raffiguranti: San Giovanni Gualberto, San Salvi, la Trinità, San Bernardino degli Umberti e San Benedetto.L’opera, considerata fra i massimi capolavori dell’artista, fu realizzata tra il 1520 e il 1526. L’incarico gli venne affidato già dal 1511, direttamente dall’abate vallombrosano Ilario Panichi, grande estimatore e amico dell’artista.

Andrea del Sarto, come noto, fu fortemente influenzato dall’opera leonardesca e – come nel cenacolo milanese in Santa Maria alle Grazie di Leonardo – qui del Sarto, blocca la scena nel momento in cui Gesù, annuncia agli apostoli che uno di loro lo tradirà e Giovanni, allarmato, gli chiede:<<Chi, Maestro?>>.

Va detto che, nel corso dei secoli si consolidò a Firenze, una forte tradizione artistica sul tema dei cenacoli dipinti e fra i numerosi esempi ubicati nei vari monasteri fiorentini e toscani in generale, quello di Andrea del Sarto in San Salvi è ritenuto il punto di arrivo più alto e…sicuramente tra gli episodi più originali per composizione e cromatismi adottati.

Nel museo, fra i vari pezzi di grande interesse, artisti come il Pontormo, il Franciabigio e la “ritrovata” suora-pittrice Plautilla Nelli, oltre alla presenza del suggestivo camino monumentale, va segnalato il meraviglioso lavabo in pietra serena addossato alla parete sud dell’anticamera del refettorio; opera del celebre scultore locale Benedetto da Rovezzano, appare come una sorta di teatrino dal sipario spalancato a rivelare la calibrata composizione scultorea che ingloba anche il lavabo. Un piccolo apparato scultoreo di grande finezza esecutiva! Davvero particolare!

In questo piccolo museo di periferia, sempre ordinato e silenzioso, potrete ammirare serenamente le opere immersi nella massima quiete; non troverete infatti mai la folla di visitatori tipica dei più famosi luoghi d’arte della città!
Una vera perla…considerando anche che l’ingresso è gratuito!

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