“Le parole altrimenti smarrite”: un libro che incuriosisce e appassiona alla nostra bellissima lingua (senza essere noioso)

“Le parole altrimenti smarrite”: un libro che incuriosisce e appassiona alla nostra bellissima lingua (senza essere noioso)

Articolo in italiano
di Cristina Belli

Sabrina D’Alessandro, artista eclettica e appassionata di linguaggio,  ha raccolto le parole che rischiano di essere altrimenti perdute nel volume “Il libro delle parole altrimenti smarrite”. Il libro, edito Rizzoli (risale al 2011 la prima edizione), raccoglie lemmi che appartengono al passato, ma non sono passati. E’ infatti un compendio di parole ricchissime di senso, che descrivono la realtà intera, facendoci anche capire che non è poi così cambiata nel tempo. Alcuni esempi: scopamestieri (chi cambia spesso lavoro), ventisettaio (chi aspetta il 27 del mese per lo stipendio), ripolimento (purificazione spirituale), seperóso (che trascorre in pace e senza tormenti), nubilosa (che annebbia la vista e/o l’intelletto) …

Non si tratta di un manuale, né di un vocabolario, né dell’opera di un linguista: l’autrice vuole dare nuova vita a parole dimenticate e considerate ingiustamente obsolete. D’Alessandro ha, tra il serio e il giocoso, persino creato l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) “preposto al recupero di parole smarrite benché utilissime alla vita sulla terra” e “far tornare alla luce parole smarrite, ovvero quasi defunte nell’uso e di diffonderne il luminoso spirito”.

In un’intervista racconta che il suo obiettivo è fare in modo che le parole non volino più (il verba volant latino), perciò le “appesantisce” facendole diventare oggetti: pietre, sculture, installazioni… Ad esempio la panchina Fannònnola (parola che significa: “chi non vuol fare niente”) oppure la pietra Sbagliona (da scagliare se si è senza peccato). L’Ufficio Resurrezione si basa proprio sul principio di “oggettificare per ricordare”, cioè dare in ingombro fisico alle parole. Inoltre l’Ufficio si fonda ulteriormente su “l’idea che la ricchezza del linguaggio significa ricchezza dell’immaginario e che le parole dicono l’uomo”. Non ci sembra vero, in questa epoca di impoverimento verbale, che qualcuno punti sull’assioma ricchezza verbale uguale ricchezza personale o potenza interiore.

Sono in tutto trecento parole, raccolte in circa 400 pagine, impaginate accoppiate, ordinate in sezioni che comprendono l’amore, le ingiurie, gli oggetti… Le curiose illustrazioni sono dell’artista stessa.

Interessante e consigliato, perché oggi la nostra lingua si è tanto impoverita e ha perso la sua capacità di esprimere le sfumature. Da sfogliare anche a caso, come divertissement serale.

Link utili:

www.ufficioresurrezione.com

www.sabrinadalessandro.com

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