Perchè Sanremo è Sanremo – parliamo di outfit sanremesi

Perchè Sanremo è Sanremo – parliamo di outfit sanremesi

Articolo in italiano
di Ilaria Tolossi

Dando un occhiata ai social in questi giorni sanremesi le critiche e i commenti non si risparmiavano. Anch’ io dirò la mia sui vari outfit di cantanti, conduttori e co-conduttrici.

Prima una premessa però, non ci sono stati abiti brutti, quest’ anno in modo particolare erano tutti di grandi griffe, ma solo abiti che non donavano a quel fisico o tessuti non telegenici, ovvero tessuti che risultano male dallo schermo, o che non tenevano conto dei colori di chi li indossava non tenendo quindi conto dell’armocromia.

Ma cominciamo dai vincitori, i Maneskin, vestiti Etro hanno sfoggiato delle mise da veri rocker. Hanno voluto trasmettere un chiaro messaggio di voler abbattere gli stereotipi sessuali, di rendere il pudore una nozione un po’ ottocentesca anche se fa sempre parte dell’ essere umano. Quindi tutti i componenti della band vestiti allo stesso modo, in nero con ricami che ricordano uno stile vittoriano per due sere, la sera del duetto con Agnelli invece con una camicia bianca romantica ma resa rock da un bustino a vista che ricordava quasi Madonna. E poi l’ultima sera con una tutina color carne completamente ricamata quasi volessero mettersi a nudo fa capire chi sono senza compromessi.

Mi è piaciuta molto Malika Ayane vestita in Armani, molto elegante con pantalone ripreso sulla caviglia esattamente dove finiva il laccio del sandalo gioiello, accortezza che sicuramente ha reso la sua figura più slanciata. Bustino con un profondo scollo a V ma reso elegante e per niente volgare da una maglia a rete di jais con polsi in pelliccia. Il tutto mi ricordava molto lo stile di Paul Poiret stilista rivale di Coco Chanel negli anni 20. Lo stesso completo però in bianco per la seconda serata.

E poi parliamo di La rappresentante di lista vestita con abiti Valentino. La prima sera in un rosa flou abito monospalla che ricordava le linee greche/romane, drammatico quasi per una commedia di Sofocle e da qui infatti si evince la loro formazione teatrale. L’abito così ampio non annullava la figura della cantante anzi la amplificava e rendeva i suoi movimenti fluidi e poetici. La scena era tutta per loro vestiti in pendant mentre il resto del gruppo era vestito in modo semplice e completamente di nero quasi dovessero sparire. Ma la chicca è stata la prima sera con l’ascella non depilata e tinta dello stesso colore dell’abito, per me un segno di ribellione geniale. L’abito bianco dell’ultima sera ribadisce sicuramente la voglia di amplificare il suo corpo e riempire la scena con femminilità.

Elodie ha fatto bene a mettere in risalto le sue gambe sia con lo spacco del primo abito Versace letteralmente cucito addosso dalla sarta che con gli altri super corti.

Bellissima ed elegantissima Vittoria Ceretti.

Elegante anche Noemi in Dolce e Gabbana con outfit che esaltavano la sua nuova figura.

E ora passiamo alle bucce di banana

Matilda de Angelis bellissima in Prada a mio avviso sbagliate solo le proporzioni fra orlo e sandalo, infatti con l’abito pigiama ricamato stava benissimo.

Passiamo agli uotfit che non mi sono proprio piaciuti

Di  Laura Pausini in Valentino  non mi è piaciuto il mantello forse poco adatto alla resa dello schermo, in sua discolpa c’è da dire che era appena tornata vittoriosa dal Golden Globe e forse sulla scia di questo successo non ha saputo dire di no alla stylist per questa mise che un po la incoronava regina proprio sul palco da dove è partita.

Non mi è piaciuta Arisa in tailleur pantalone rosso la prima sera con unghie lunghissime e acconciatura incomprensibile, sicuramente non le donava l’abito della finale né per la forma né per il colore.

Non voglio commentare Orietta Berti perchè sono indecisa tra ironia e cattivo gusto anche se la tunica della finale toglie ogni dubbio.

Anche Casa di lego  l’ho trovata con un abito spiritoso e sanremese ma  indonante.

Anche gli abiti di Gaia di Ferragamo non le rendevano giustizia forse il più adatto al suo fisico  e al contesto quello della finale nero con le frange bianche.

Ormai in astinenza da notti infinite di canzoni e gag non ci rimane che fare il conto alla rovescia per il prossimo Festival.

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