Le emozioni attraverso la musica del maestro Ennio Morricone

Le emozioni attraverso la musica del maestro Ennio Morricone

Articolo in italiano
di Cristina Casas

Nato a Roma nel 1928, a partire dagli anni 50’ ha composto musica per più di 500 opere tra cinema e televisione. Come arrangiatore ha caratterizzato anche la musica pop italiana degli anni ’60, con i suoi intramontabili arrangiamenti: “Sapore di sale” di Gino Paoli, “Se telefonando” di Mina, “Pinne fucile ed occhiali” eGuarda come dondolo” di Edoardo Vianello, “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” di Gianni Morandi, per citarne solo alcuni. Ma la sua vera passione, quella per cui aveva studiato, era la musica sinfonica, senza tralasciare la sperimentazione e l’innovazione musicale. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia come trombettista e direttore d’orchestra, musicista di talento e artista con la vena compositiva e con il genio dell’arrangiatore.

Nel cinema, invece, oltre ad aver collaborato con i più grandi registi internazionali, uno dei sodalizi più forti è stato con Sergio Leone.

Con Sergio Leone si conoscono nei banchi di scuola alle elementari, e quando il regista si rivolge a lui nel 1964 per la musica di “Per un pugno di dollari” non sa, né può ancora immaginare, che molto del suo inatteso successo si dovrà alle creazioni del compositore, impegnato e dedito a lavorare senza un’orchestra, con pochi soldi, ma indiscutibilmente capace di trasformare un fischio, una tromba o uno sparo nella più formidabile sintesi dell’epopea western. In questa atmosfera il maestro Morricone mette a frutto tutto il suo talento di arrangiatore, che già gli era valso una buona nomea nel mondo della musica leggera italiana. L’amicizia fra loro porta a una serie di successi, fino all’ultimo film di Sergio Leone, “C’era una volta in America”, che anche per il compositore e musicista Ennio Morricone rappresenta una delle sfide compositive più complesse e importanti.

Ma come arriva a noi toccando le nostre emozioni con la sua musica?

La sua profonda conoscenza dei classici, unita al talento, ci accompagnano in passeggiate stilistiche di grande suggestione emotiva. Spazia dall’utilizzo della grande orchestra, al piccolo gruppo o solisti e cori con la massima naturalezza. Mai ripetitivo e sempre originale, realizza opere dove emozione ed epica si fondono perfettamente.

Molto interessante anche l’arrangiamento dei motivi musicali, che seguono di pari passo le idee visive dei registi, senza mai deviare dal proprio percorso espressivo.

Diceva: “Ogni volta, cerco di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica“.

Il maestro con la sua musica e profonda sensibilità condivide emozioni, per farcele arrivare; scrive con il cuore, il cuore sempre davanti e prima della tecnica. Passione e potenza espressiva si fondono nelle sue composizioni e interpretazioni e, come lui stesso spiegava a chi gli chiedeva perché nella sua musica si sentissero anche rumori (come fruscii, ululati, schiocchi, gracchi) diceva: “…dovevo inserirli tra le mie note perché si adattassero meglio al contesto, una colonna sonora non è un pezzo autonomo, ma deve infilarsi tra le immagini come un soffio sulla brace, che l’accende ancora di più”.

Con la stessa emozione toccante il maestro Morricone, a marzo 2020 durante la pandemia da Covid-19, ci trasmette il suo sentimento in quei giorni d’isolamento: “La musica? Per me, e non solo per me, ha un valore assoluto e importantissimo, ma in questo momento non ha nessun valore”.

Con queste parole ci ricorda la fragilità dell’essere umano, ci trasmette la sua emozione, questa volta con le parole, ma con la stessa umanità e intensità della sua musica, davanti a una delle difficoltà più grandi che stiamo affrontando. Il maestro ci ha lasciato, ma con la sua musica lui rimane con noi ed è nel nostro immaginario; quante volte vi sarà capitato di pensare a un film per il quale ha scritto la colonna sonora, e ricordare con emozione una determinata scena, grazie alla sua musica? Senza nulla togliere a registi e attori di grande talento, ogni film da lui musicato senza quella musica, la sua, non sarebbe quello che è.

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