Villa medicea di Cerreto Guidi

Villa medicea di Cerreto Guidi

Articolo in italiano / di Alessio Martellotti
foto di Alessio Martellotti

La villa, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2013, deve parte della sua fama alla tragica vicenda di Isabella de’ Medici, morta a Cerreto nella notte fra il 15 e il 16 luglio 1576. Isabella, figlia prediletta di Cosimo I e di Eleonora di Toledo, sposa nel 1558 il duca Paolo Giordano Orsini; secondo la leggenda, alimentata anche dalla letteratura romantica, sarebbe stata strangolata da sicari su disposizione del gelosissimo marito.

La villa sorge poderosa al centro di Cerreto Guidi, in posizione dominante su un poggio, edificata su disposizione del duca Cosimo I de’ Medici quale residenza di caccia e punto di controllo strategico sul territorio circostante, in particolare del Padule di Fucecchio.

La costruzione della villa, eretta impiegando i materiali della ormai decadente Rocca dei conti Guidi e della seconda cerchia di mura cittadine, fu condotta, tra il 1564 e il 1566: è attestata infatti nel 1566 la direzione dei lavori da parte dell’architetto Davide Fortini, già collaboratore dell’anziano mastro architetto Tribolo, al quale dovette poi subentrare Alfonso Parigi il Vecchio.
A Bernardo Buontalenti è riferita l’ideazione delle rampe d’accesso “a scalera”, denominate “ponti medicei”, che costituiscono la caratteristica saliente della villa. Sono quattro imponenti rampe di scale perfettamente simmetriche in mattoni e pietra della Gonfolina concepite per essere percorse anche a cavallo. Presentano alcune aperture, un tempo di accesso alle scuderie poste al di sotto del grande piazzale, e si pongono in rapporto con l’intonaco della facciata della villa, disegnando quel basamento che viene a svolgere la funzione di supporto naturale del terreno, quale innalzamento del piano prospettico, secondo un modulo adottato dallo stesso Buontalenti in vari edifici e altre ville medicee.

La grandiosa villa è stata aperta al pubblico il 18 giugno 1978 e dal 2002, accoglie inoltre, il Museo storico della caccia e del territorio, comprendente curiose testimonianze iconografiche, un casino da caccia d’epoca lorenese e una raccolta di armi, principalmente da caccia e da tiro. Nei loggiati a triplice fornice antistanti il grande giardino rinascimentale sul retro, sono esposti, a mo’ di antiquarium, marmi d’epoca romana e medievale.

Assolutamente da vedere!!!

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