Riapre la Galleria dell’Accademia di Firenze con un nuovo sorprendente percorso espositivo

Riapre la Galleria dell’Accademia di Firenze con un nuovo sorprendente percorso espositivo

Articolo in italiano
di Elisabetta Failla

Ha riaperto oggi ai visitatori la Galleria dell’Accademia di Firenze dopo il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza Covid. Un periodo che ha visto il museo impegnato in grandi cantieri di ristrutturazione che hanno richiesto lo spostamento di oltre 600 opere, rivoluzionando il percorso espositivo e dando vita a un nuovo suggestivo allestimento. Sarà finalmente visibile la sezione dedicata agli Strumenti Musicali, un vero gioiello che raccoglie rari pezzi unici, e che è ora collegata direttamente, tramite un nuovo varco, alle sale delle mostre temporanee, ambienti dove sarà possibile immergersi nella magia del Rinascimento, grazie ai dipinti che arrivano dalla Sala del Colosso. Entrando verso la Tribuna, dove campeggia il David, il visitatore sarà accompagnato, nel cammino tra I Prigioni di Michelangelo, da una folla di personaggi: sono i gessi di Lorenzo Bartolini, solitamente conservati nella Gipsoteca, capolavori della collezione del Museo che fino ad oggi potevano passare inosservati.

 

“È stata un’impresa impegnativa ricollocare tutte queste opere – ha spiegato Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze –  I lavori per risolvere i numerosi problemi conservativi dell’edificio, ci hanno messo di fronte a una grande sfida: ripensare l’assetto espositivo del museo, nel rispetto delle sue collezioni. Sono molto felice del risultato, che ritengo molto accattivante, e di poterlo condividere con il nostro pubblico.”

Galleria dell’Academia (ph. Guido Cozzi)

Questo allestimento è finalizzato al periodo di durata dei diversi cantieri che interessano sia la Gipsoteca che la Sala del Colosso come le sale Bizantine e il primo piano. Da giugno in poi ci saranno aperture e cambiamenti continui, insomma un museo da riscoprire. Mentre a luglio termineranno i grandi lavori sull’impiantistica che coinvolgono tutto il museo e ci sarà finalmente un nuovo impianto di climatizzazione funzionante in ogni sala.

Firenze, nuovo allestimento alla Galleria dell’Accademia (ph. Massimo Sestini)

La Gipsoteca, che ricrea idealmente lo studio di Lorenzo Bartolini, uno dei più importanti scultori italiani a cavallo fra il Sette e l’Ottocento, ospitava circa 450 opere tra busti ritratto, bassorilievi, sculture di varie dimensioni, tutte opere plasmate dall’artista, insieme ad alcuni esempi del suo allievo Luigi Pampaloni. Tutti questi busti e alcune delle sculture che raffigurano personaggi, nobildonne e nobili, intellettuali e musicisti dell’epoca, nonché ninfe e figure mitologiche, abitualmente poco visibili perché posti su alte mensole, si trovano ora a ripopolare in maniera corale il nuovo percorso. Raggruppati per aree tematiche, ci consentono in questa visione ad altezza uomo, di avere uno spaccato della moda dell’epoca, dalle acconciature agli abbigliamenti.

I busti di Lorenzo Bartolini (ph. Guido Cozzi)

Per l’occasione, riapre il dipartimento degli Strumenti Musicali, ed è da qui che inizia la visita al museo. Inaugurato nel 2001, ospita la collezione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze con circa cinquanta strumenti musicali provenienti dalle collezioni private dei granduchi di Toscana, i Medici e i Lorena, raccolti tra la seconda metà del secolo XVII e la prima metà del XIX. Spiccano tra di essi, la viola tenore e il violoncello di Antonio Stradivari, entrambi parte del quintetto realizzato nel 1690 per il Gran Principe Ferdinando de’ Medici, un violino Stradivari del 1716, un violoncello Nicolò Amati del 1650, una spinetta ovale e un clavicembalo in ebano, entrambi costruiti da Bartolomeo Cristofori. La raccolta conserva anche dipinti di autori come Anton Domenico Gabbiani e Bartolomeo Bimbi, che hanno rappresentato la vita musicale alla corte in quegli stessi anni.

Galleria dell’Accademia (ph. Guido Cozzi)

Grazie alla riapertura di un passaggio, da questa sezione si passa direttamente agli ambienti delle ex-Fiorentine, solitamente destinati alle esposizioni temporanee, dove adesso sono allocati i dipinti che si trovavano nella Sala del Colosso, ancora chiusa per i lavori. Una raccolta straordinaria di pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento che, in questa sistemazione, grazie anche ad una illuminazione più accurata, riacquista tutta la sua preziosità, facendo emergere particolari che sfuggivano nella precedente collocazione. Pensiamo, per esempio, alla Tebaide, di Paolo Uccello, di cui possiamo finalmente godere le delicate sfumature dei colori che fino adesso si erano perdute. In questo contesto troviamo, inoltre la meraviglia del cosìdetto Cassone Adimari dello Scheggia, fratello del ben più celebre Masaccio, specialista nella decorazione di arredi domestici e di deschi da parto; Sandro Botticelli, con la Pala del Trebbio, dal nome del Castello mediceo dal quale proviene; mirabili esempi degli esponenti delle più importanti botteghe fiorentine del Rinascimento come, per citarne alcuni, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Jacopo del Sellaio, Filippino Lippi e Mariotto Albertinelli.

Firenze, nuovo allestimento alla Galleria dell’Accademia (ph. Massimo Sestini)

 

 

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