Bernini – Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale – Roma

Bernini – Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale – Roma

Articolo in italiano / di Alessio Martellotti
foto di Alessio Martellotti

Edificata sul sito di un preesistente tempio già dedicato all’apostolo Andrea, la piccola chiesa sorgeva sull’antica via Pia (attuale via XX Settembre). Nel 1565 la Compagnia del Gesù ricevette in donazione la piccola chiesa che si trovava proprio di fronte ai palazzi del Quirinale (all’epoca residenza pontificia).

Restaurato da un architetto membro dell’Ordine, il piccolo edificio nel 1568 fu ufficialmente consacrato. La chiesa nonostante il pregevole recupero cinquecentesco, cadde presto in disgrazia divenendo, nel corso di un secolo, buia e fatiscente; venne restaurata per volere del papa Alessandro VII (1655-1667) intenzionato ad usarla come cappella pontificia e acquisì le forme attuali a partire dal 1658 per mano del più celebre architetto dell’epoca: Gian Lorenzo Bernini, che in quegli stessi anni lavorava ai progetti per il monumentale colonnato di piazza San Pietro, fu coadiuvato nella nuova – e ben più piccola – fabbrica del Quirinale da Mattia De Rossi, già esecutore di molte opere disegnate dal più illustre artista napoletano.

Per la chiesa dei Gesuiti (per i lavori della quale non volle compensi) Bernini realizzò una pianta ellittica scandita da altari posti lungo il perimetro, entro grandi nicchie (quattro su ciascun lato dell’altare maggiore), e per copertura un’ampia cupola ovale cassettonata, ornata internamente da fastose stuccature e culminante in un altro cupolino. La facciata è centrata da un singolare corpo sporgente su colonne ioniche, posto ad inquadrare il portale d’ingresso, ed è coronata da un timpano triangolare.

L’entrata, orientata lungo l’asse minore della chiesa, trova riscontro nell’altare maggiore, costruito scenograficamente come una vera e propria quinta architettonica (in bronzo dorato e lapislazzuli), schermato da una sorta di edicola composta da quattro grandi colonne di cottanello rosato con sontuosi capitelli corinzi.

Lo spazio interno è qualificato dal ricco apparato decorativo: ai rivestimenti in marmi preziosi delle pareti e degli altari, al sofisticato pavimento in bardiglio con inserti policromi ed alle elaborate stuccature e dorature, si aggiungono l’arredo scultoreo e pittorico degli altari e della sacrestia (quest’ultima edificata ed ornata su progetto dello stesso Bernini) ed il coevo arredo ligneo tardo-seicentesco.

Bernini, sempre affiancato dal De Rossi, coordina le talentuose maestranze della sua bottega come un brillante regista ottenendo uno scrigno architettonico tra i più significativi della vicenda barocca romana, fortunosamente giunto ad oggi, illeso e senza rimaneggiamenti… apprezzabile quindi in tutta la sua straordinaria magnificenza.

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