Le dee dentro la donna – La dea alchemica: Afrodite

Le dee dentro la donna – La dea alchemica: Afrodite

Articolo in italiano
di Cristina Belli
illustrazioni di Cristina Belli

Negli articoli precedenti (dee verginidee vulnerabili) abbiamo parlato delle dee in generale, quindi delle tre dee vergini e delle tre vulnerabili.

L’ultima è Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. I suoi simboli erano molteplici: colombi, cigni (simboli di bellezza), rose (dono degli amanti), mele d’oro. E’ la dea che si colloca in una categoria tutta sua, in quanto dea alchemica: ciò significa che possedeva il potere magico di trasformare le cose, di creare. È la forza immensa del cambiamento.

Ha in comune alcune caratteristiche con le dee vergini, infatti anche lei faceva ciò che più le piaceva e non si faceva distogliere da ciò che per lei era significativo; inoltre, non soffriva nelle relazioni. Allo stesso modo troviamo un punto di contatto con le dee vulnerabili: si legò a uomini ed ebbe figli, come loro. Tuttavia non visse i rapporti da vittima.

Ci sono due miti che narrano della sua nascita. Il primo, più classico, racconta che era figlia di Zeus e della ninfa Dione. Invece la seconda versione narra che Crono tagliò i genitali di Urano e li gettò nel mare. Il mescolarsi dello sperma con la schiuma delle onde, fece nascere Afrodite. La fanciulla, già adulta e bellissima, approdò su un’isola, accompagnata da Eros e Imeros (Amore e Desiderio). Poi salì sull’Olimpo e qui fece strage di cuori. Fu libera di scegliere (non come Persefone che fu rapita, o Demetra che fu sedotta) il suo sposo: Efesto, lo storpio, il fabbro degli dei. Ebbe anche molteplici relazioni, ma la sua storia più significativa fu quella con Ares, con cui ebbe tre figli. Con Ermes generò un altro figlio: Ermafrodito, divinità bisessuale che ereditò la bellezza di entrambi i genitori e le loro distinte  caratteristiche sessuali.

L’archetipo della donna Afrodite si lega a donne vocate al piacere, dedite alla bellezza, alla sensualità, alle gioie della vita. In questo senso sono donne che vivono il presente, il momento, e che gustano a fondo i piccoli piaceri quotidiani. Per loro i rapporti sono importanti, tuttavia non rappresentano un fine, a lungo termine; il loro interesse è consumarli, per generare nuova vita.

La donna con questo archetipo molto attivo è in grado di influenzare rapporti di ogni genere, non solo quelli romantici. E’ capace di portare empatia, contatto, connessione profonda in rapporti di guida, di genitorialità, di insegnamento, di consulenza e così via. In questi ambiti così diversi porta crescita, “visione”, creatività e sviluppo di risorse.

Infine, questa volta, per risvegliare l’Afrodite che è in voi, non vi consiglio letture o visioni di film, ma vi lascio qualche suggerimento per vivere il qui e ora in modo creativo: provate a sperimentare una nuova ricetta di cucina, ballate nel sole, cucite, cantate, dipingete, scrivete, fatevi un bagno caldo con oli essenziali profumati, fate giardinaggio, godete di un caffè al bar, indossate abiti dai colori accesi, seducete e siate seducenti!

Vi lascio con queste frasi della famosa e controversa scrittrice Anais, divenuta famosa per i suoi racconti a contenuto erotico, e tipica donna Afrodite:

 

“Il solo alchimista capace di cambiare tutto in oro è l’amore. L’unico sortilegio contro la morte, la vecchiaia, la vita abitudinaria, è l’amore”.

“La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione”.

 

Per saperne di più e approfondire:

J.S. Bolen, Le dee dentro la donna, Astrolabio

 

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