Io, Sophia Loren, le chiavi della città e il violino del sindaco Nardella

Io, Sophia Loren, le chiavi della città e il violino del sindaco Nardella

Articolo in italiano
di Elisabetta Failla

Professionalmente non parlo mai alla prima persona singolare, ma questa volta voglio fare un’eccezione perché vorrei raccontarvi del mio “incontro” – si fa per dire – con Sophia Loren. Premetto che, pur riconoscendo che sia una grande attrice che è passata, e passa,  da film drammatici – come La Ciocara – a quelli della classica commedia italiana, non mi è mai piaciuta né fisicamente né nei modi. Oggi per la prima volta l’ho incontrata a Firenze in occasione della consegna delle chiavi della città da parte dei sindaco Dario Nardella.

Mentre ero ad aspettarla insieme ai colleghi nel Cortile di Michelozzo non sapevo cosa aspettarmi. Sarebbe stata molto “Simmo ‘e Napule paisà” oppure una diva fredda e distaccata? Ebbene nessuno delle due. Anzi, inizio fin d’ora a chiederle scusa.

L’attrice è certamente un’icona del cinema italiano ma con il cuore di una ragazza di Pozzuoli. Vestita con un tailleur bianco, Sophia Loren è arrivata a braccetto del sindaco. Elegante e raffinata, nonostante il passo incerto dovuto all’età, eppure semplice e cordiale. Si è concessa ai fotografi e alle telecamere come solo una diva sa fare. Ci ha salutato dicendo: “che bello essere qui e incontrarvi. Grazie!”.

“Siamo profondamente grati per questa visita e siamo onorati di consegnare questo prestigioso riconoscimento a un’icona mondiale – ha detto il sindaco Dario Nardella – che da anni ci fa gioire ed emozionare, fino all’ultimo film per il quale è stata premiata col David di Donatello”.

La motivazione del riconoscimento recita: “iconica regina del cinema italiano, diva dal fascino mediterraneo e soprattutto ‘Donna Verace’ capace di toccare il cuore di milioni di persone con il suo talento e la sua straordinaria sensibilità, spaziando dal cinema, alla letteratura, alla tradizione culinaria. Simbolo di una creatività che unisce Napoli a Firenze, l’Italia e l’America, e che, come lo sguardo di questa straordinaria attrice, non ha età, perché vive ogni giorno come se fosse sempre l’inizio di un nuovo bellissimo capitolo”.

Alle parole del sindaco pensavo che Sophia Loren rispondesse con un discorso ufficiale. Di quelli che alla fine si assomigliano tutti. Invece…  ha ammesso di essere tanto emozionata e ha ringraziato il sindaco e soprattutto la città e i fiorentini per questo grande onore che le è stato fatto. Ma il suo pensiero principale è andato ai suoi figli, da classica mamma italiana: “non vedo l’ora di raccontare tutto questo ai miei figli come non vedo l’ora di fare una vacanza in questa città meravigliosa con loro”. Tutto qui? Non direi. Sophia Loren ha mostrato il suo volto umano perché, diciamolo, non ha niente da dimostrare: la sua carriera cinematografica parla per lei. Ḕ indubbio che sia una star ma oggi, nel Cortile di Michelozzo, c’era più Sofia Scicolone che la grande attrice apprezzata in tutto il mondo e ambasciatrice della “bella Italia”.

Dopo la consegna delle chiavi il sindaco Nardella le ha dedicato con il suo violino “O sole mio” e gli occhi dell’attrice tradivano l’emozione. Anzi, seguendo la musica, sembrava persa nei ricordi.  “Non ha sbagliato una nota!”, ha detto sorridendo e applaudendo all’esibizione. Poi maternamente gli ha appoggiato la mano sulla spalla . Infine, con grande stile ma anche tanta felicità, ci ha salutato con la mano dicendo: “Arrivederci ci vediamo presto!”.  Se n’è andata per adempiere ad altri impegni.

Allora non mi resta che chiedere ancora scusa a questa donna e attrice straordinaria. Grazie Sophia di esserti fatta conoscere per quello che sei: dolce, umana, fragile, sorridente e semplice. Una donna, una mamma che è anche una grande attrice. Semplicemente Sofia.

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