Il Ristorantino di Pesce, il piacere del pescato del giorno

Il Ristorantino di Pesce, il piacere del pescato del giorno

Articolo in italiano
di Elisabetta Failla

La zona tra le Due Strade e il Galluzzo, alle porte di Firenze, sta diventando sempre più interessante per quanto riguarda la ristorazione, grazie alla presenza di locali che offrono proposte differenti ma di qualità. Una zona, questa, lontana dai consueti giri del centro della città ma vicina, molto tranquilla e dove è ancora possibile trovare facilmente parcheggio.

In via del Podestà si trova il Ristorantino di Pesce che, nomen omen, propone un menu esclusivamente a base di pesce. Questo nome potrà trarre in inganno molto fiorentini e riportare alla mente un locale con lo stesso nome in piazza Giorgini, vicino a piazza Leopoldo. All’epoca si trattava davvero di un “ristorantino”, piccolo e molto semplice che proponeva un menu di pesce in stile street food. Ed è qui che nasce la storia dell’attuale ristorante.

Il 3 dicembre 2019 Serena Salcuno e Roberto Tomberli, giovane coppia nel lavoro e nella vita, prendono in gestione questo locale per iniziare il loro progetto lavorativo insieme: la prima come responsabile di sala e il secondo come chef. Ma la pandemia ha di fatto cambiato le carte in tavola e ha portato Serena e Roberto a chiudere questo ristorante ed ad aprirne un altro completamente diverso ma sempre con la stessa filosofia. “Abbiamo deciso di mantenere il nome di Ristorantino di pesce – spiega Serena Salcuno – perché il nostro progetto non si era concluso ma semplicemente modificato”. Pensando in grande, potremmo aggiungere.

Perché il “nuovo” ristorante, situato in via del Podestà 81 alle porte di Firenze, è un locale elegante, situato nella cantina di un antico spedale del 1500 e la cucina proposta è sempre a base del pescato del giorno ma più raffinata della precedente. In estate poi, si può approfittare anche del giardino per cenare al fresco.

Dalla strada sembra davvero un ristorantino ma basta scendere i gradini per rendersi conto che il locale è davvero grande ed è composto da tre sale che si susseguono, seguendo l’andamento dell’antica cantina, con le volte a botte ricoperte di mattoni e il pavimento in cotto. L’arredamento è moderno, semplice ed elegante, con illuminazione soffusa grazie ad enormi lampadari.

Serena e Roberto si sono messi davvero in gioco, questa volta, realizzando un ristorante dove è piacevole stare a tavola con amici e parenti e offrendo un buon servizio grazie ad uno staff giovane ma preparato. I ruoli sono sempre gli stessi: Serena Salcuno gestisce la sala mentre Roberto Tomberli la brigata di cucina.

Lo chef ha alle spalle esperienza di hotellerie avendo lavorato soprattutto nei ristoranti di grande alberghi fiorentini tra cui Borgo San Jacopo (Hotel Lungarno) e La Loggia dell’Hotel Villa San Michele a Fiesole. La scelta di cucinare esclusivamente piatti di pesce è per lui una sfida. “In una città dove la carne regna sovrana – spiega Roberto Tomberli – proporre del buon pesce è davvero una sfida perché non è così semplice trovarlo a Firenze. L’importante è utilizzare sempre e comunque pesce fresco, mai quello allevato, surgelato o congelato”. E il pesce è davvero freschissimo, proveniente ogni giorno esclusivamente dai mari italiani in particolare a quello toscano, pugliese e siciliano.

La freschezza si può cogliere soprattutto in due antipasti: le nostre crudité e nella tartare di pescato al profumo di lime. Il primo è composto da ostriche del Gargano, gamberi rossi di Mazara, mazzancolle e da una piccola tartare di tonno rosso che è la protagonista del secondo piatto. La freschezza qui è fondamentale e la sensazione che si ha è proprio di avere “il mare in bocca”.

I piatti in menu non sono mai banali e offrono anche accostamenti apparentemente azzardati. Ne sono esempio viaggio a Lesina, polpo e stracciatella di burrata, e cuori di ricciola con vellutata di zucca e bacon. Abbinare il formaggio, nel primo caso,  e il bacon (croccante) al pesce, come nel secondo, non è così comune eppure funziona perché i piatti sono sempre molto equilibrati e piacevoli. “La cucina moderna prevede degli accostamenti che anche solo dieci anni fa erano impensabili – continua lo chef –  in particolare i prodotti di terra sono in accompagnamento al pesce perché aiutano ad esaltarne il gusto”.

Grande attenzione anche alla carta dei vini non solo toscani ma provenienti anche da altre regioni italiane, preferendo quelli prodotti da piccole aziende vitivinicole ma interessanti, scelti da Roberto Tomberli che è anche sommelier.

Ottimo Gaudensius Blanc de Blancs, metodo classico brut dell’Etna a base di Carricante, prodotto dall’azienda Firriato dove la freschezza, la mineralità e la sapidità dovute anche al suolo lavico regalano piacevoli sensazioni.

Piacevole anche Pajss, Oltrepò Pavese Doc Pinot Nero bianco vivace, a base di Pinot nero in purezza vinificato in bianco che rifermenta per ottenere una leggera effervescenza che ne migliora la bevibilità esaltandone l’aromaticità. È ricco in profumi di fiori e frutta, al gusto è morbido e piacevolmente vivace.

E visto che il capodanno è ormai alle porte vi presentiamo le proposte per il fatidico cenore: entrée di benvenuto, polpo croccante del Risorantino con Prosecco di benvenuto, Plateau Royale delle nostre cruditè oppure Viaggio a Lesina, polpo, stracciatella di burrata, pomodori soleggiati e cime di rapa scottate. Per quanto riguarda i primi piatti la scelta sarà tra linguine all’astice o il risotto al Franciacorta, capesante ed il suo corallo, mentre di secondo sono proposti i cuori di ricciola con crema di zucca e tartufo bianco. Per finire la Sacher Torte. Vini in abbinamento Franciacorta Saten Brut oppure Ribolla Gialla.

Inizio alle 20.30 ricordandovi che il ristorante è sanificato ogni giorno e che sono adottate tutte le diposizioni anti Covid: verifica Green Pass, rilevazione della temperatura, distanziamento dei tavoli di oltre un metro ecc.

 

Risorantino di Pesce

via del Podestà 81, Firenze

tel. 055 7094042 / 3713837430

mail: ilristorantinodipesce@gmail.com

 

 

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