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Articolo in italiano
di Cristina Belli

LE DEE DENTRO OGNI DONNA: SETTE ARCHETIPI CHE AIUTANO A CAPIRCI

Jean Shinonda Bolen, psichiatra e analista junghiana, è autrice di un volume piuttosto famoso, dal titolo “Le dee dentro la donna – Una nuova psicologia femminile”. Bolen incentra il libro su sette modelli archetipici, ispirati alle divinità greco-romane, per illustrare altrettante psicologie femminili attuali. In altre parole, le personalità diverse delle dee che poi vedremo, sono una guida per spiegare e capire il nostro comportamento di donne moderne.

Si tratta di potenti immagini interiori che, una volta conosciute, ci aiutano a sfuggire dai ruoli fissi che ci vengono imposti o che sono auto imposti, per leggere noi stesse in una maniera più fluida e accogliente. In altre parole, queste forze profonde, questi archetipi interni spiegano le differenze tra noi donne. Ad esempio:  come mai alcune hanno bisogno di una famiglia tradizionale per sentirsi realizzate, laddove altre rifuggono da questo modello e lo  concepiscono frustrante? In ogni donna, possono essere presenti più dee contemporaneamente, alcune più attive, altre meno. Da giovani potremo aver avuto molto attiva una dea, che da adulte resta più sullo sfondo. Più complessa è la personalità della donna, più stratificati gli archetipi.

Quasi tutte noi abbiamo studiato gli dei dell’Olimpo, personaggi quasi umani sia nei difetti che nelle qualità. Ci sono familiari, anche perché rappresentano modelli di vita e comportamento riconosciuti all’interno del nostro inconscio e in quello collettivo. Sono universali e senza tempo. Vediamo dunque le sette dee greche principali: Estia, Demetra, Era, Artemide, Atena, Persefone e Afrodite (Vesta, Cerere, Era, Diana, Minerva, Proserpina e Venere per i Romani). La Bolen le ha suddivise in tre categorie, con caratteristiche psicologiche comuni: le dee vergini, le dee vulnerabili e le dee alchemiche.

Il primo gruppo è costituito da Estia, Artemide e Atena: rappresentano la qualità femminile dell’indipendenza e dell’autonomia, infatti erano dee poco inclini a innamorarsi, pur avendo relazioni col maschile. Non soffrivano nel rapporto a due e non perdevano mai di vista il loro obiettivo di vita. In questo senso sono definite “vergini”.

Il secondo gruppo è costituito da Era, Demetra e Persefone: rappresentano, invece, l’archetipo dell’orientamento verso il rapporto con l’altro (sia marito, figlio, genitore). Il loro benessere emotivo dipendeva infatti dalla presenza, nella loro vita, di un rapporto che fosse significativo. Le donne che hanno questi archetipi attivi hanno bisogno dell’appartenenza, sono sensibili all’esterno e perciò sono definite “vulnerabili”.

Infine vi è Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, detta dea “alchemica”. Rappresenta, da sola, il potere trasformativo dell’amore, la creatività, l’apertura al cambiamento. Stringeva sì relazioni (anche molte), ma non ne rimaneva vittima; era quindi sia vergine che vulnerabile.

Posto il fatto che tutte hanno un insegnamento da darci, perciò dovremmo incontrarle tutte nella nostra vita, vediamo brevemente le loro caratteristiche singole.

Artemide è l’archetipo della sorellanza ed è la prima dea vergine. Rappresenta la vita selvaggia e il contatto con la Natura, il coraggio e la libertà. Tende ad essere arrogante, competitiva e poco in contatto col proprio mondo interiore. Il suo tratto peculiare è l’indipendenza. Il suo rapporto col maschile è di competizione.

Atena è l’emblema del potere mentale, dell’obiettività, del controllo, dell’organizzazione, della stabilità. D’altro canto è una donna poco empatica, che trascura cuore ed emozioni. Il suo tratto peculiare è la razionalità.  Il suo rapporto col maschile è di complicità e amicizia.

Estia è l’archetipo della vecchia saggia; è completa in se stessa, ama la solitudine, la concentrazione, si dedica volentieri alla casa; poco aperta verso l’esterno, non si esprime, è un’”intoccabile”. Il suo tratto peculiare è la spiritualità. Può serenamente stare senza uomo.

Era, prima di tutto dea vulnerabile, rappresenta la moglie fedele, la sopportazione, l’impegno; è poco interessata alla carriera, spesso ostile con le altre donne (che vede come rivali), gelosa, giudicante. Il suo tratto peculiare è la lealtà/fedeltà. Ha bisogno di avere accanto un uomo potente, per il quale è disposta a fare tutto. Per lei il marito viene primi di tutto, anche dei figli.

Demetra, rappresenta l’archetipo materno. Le sue caratteristiche sono: accoglienza, generosità, protezione e altruismo; d’altro canto è anche incline a farsi invadere dagli altri e incapace di esprimere rabbia. Il suo tratto peculiare è l’istinto materno. Nella relazione col maschile può creare uno schema madre-figlio e comunque, per lei, i figli vengono prima del marito.

Persefone, rappresenta l’eterna fanciulla, anche da adulta. E’ caratterizzata da empatia, apertura verso gli altri, sensitività, profondità, ma anche dipendenza e passività. Il suo tratto peculiare è la ricettività. Aspetta sempre il “ Principe azzurro”.

Afrodite, ultima dea, unica alchemica; è attraente, sensuale, estroversa e spontanea. D’altro canto è infedele, volubile. I  tratti peculiari sono la creatività e la gioia di vivere. E’ colei che rappresenta il potere trasformativo della relazione.

Vediamo infine alcune frasi, da dire a noi stesse, per invocare le dee e il loro potere di aiuto:

Artemide, aiutami a essere concentrata sul mio obiettivo.

Atena, aiutami a pensare e ad essere razionale.

Estia, vieni a darmi pace e intuizione.

Era, aiutami a impegnarmi nella relazione.

Demetra, fammi essere accogliente e generosa.

Persefone, donami la tua ricettività e apertura.

Afrodite, aiutami a gioire e godere della vita.

 

Per saperne di più:

Jean S. Bolen, Le dee dentro la donna, Astrolabio

 

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