Fashion & design

Articolo in italiano
di Ilaria Tolossi


NON C’È NIENTE DI PIÙ ESTIVO DI UNA CAMICA BIANCA

Ognuno di noi sia uomini che donne ne possiedono almeno una. E’ un capo iconico, evergreen, passepartout, la sua storia è lunga quanto quella dell’umanità.

Si ha traccia  delle  prime vere camicie nell’ antica Roma dove le donne indossavano due tuniche con maniche larghe una sull’ altra oppure smanicata indossata come biancheria intima sotto le altre vesti. Il termine camicia deriva da un capo che i crociati importarono dall’ oriente il “camis”  indumento che suggerirà la struttura definitiva della camicia con maniche separatamente, cucita al corpo lungo i fianchi e con la scollatura tonda aperta fino al petto. Con il susseguirsi delle epoche, la storia della camicia ci racconta che dal XII secolo furono confezionati tipi di camicie differenti non solo per l’uomo, ma anche per la donna. Alcuni documenti storici sottolineano come era tipico delle donne altolocate fiorentine del 1400 indossare camicie costose, confezionate con tessuti ricercati come il lino o il leggero e trasparente pannilino, impreziosite con fili d’oro, di seta e d’argento.

Nel secondo Rinascimento il colletto si alza e, arricchito con pizzo arricciato, viene esibito come un accessorio importante tanto quanto il rango di chi lo indossava. Con il passare del tempo i colli si abbassano tramutandosi in ruches e volants. A partire dal neoclassicismo la camicetta è intesa come indumento a se stante rispetto all’intera mise. Fondamentale fu il ritratto di Maria Antonietta di Elisabeth Vigee Le brun dove  la regina viene ritratta in camicia suscitò un vero e proprio scandalo proprio perchè la camicia bianca era ancora considerata biancheria intima

L’Ottocento ne sancisce definitivamente l’indipendenza: il bisogno di praticità spinge infatti le donne ad abbinarla a gonne e giacche di stoffe sottili e morbide. 

Coco Chanel è apripista di questo cambiamento  sostituendola ai corsetti femminili, una vera liberazione del costume che coincide con  l inizio dell’emancipazione della donne. Da questo momento in poi la camicia bianca è un tripudio: Dior la propone nel secondo dopoguerra di organza bianca con gonna di raso nero. Viene indossata dalle dive degli anni Quaranta come Marlene Dietrich con il suo smoking da sera, Ava Gardner nel film “l’ Incantesimo”, Lauren Bacall in “Key Largo “ed infine un’iconica Audrey Hepburn che gira per Roma in Vespa in “Vacanze Romane”, 1953, con le maniche della camicia arrotolate e sempre la Hepburn in Colazione da Tiffany che dorme con una camicia smoking da uomo elegantissima e over.

Siamo negli anni delle pin-up e la camicia è quindi indiscutibilmente sinonimo di femminilità, abbottonata mette in risalto la vita e sbottonata la scollatura, è spesso abbinata a gonne a vita alta o shorts che strizzano il punto vita, sottolineando ulteriormente le curve femminili, ed è proprio bianca, candida, pulita.

Tutto questo cambierà drasticamente a metà degli anni Sessanta, infatti in pieno tumulto sociale e con il femminismo nel pieno delle sue forze, viene sdoganato il look androgino, che non esalta  le curve, su figure minute quali Twiggy ma soprattutto Patti Smith, fotografata da Robert Mapplethorpe per la copertina del suo primo album Horses, quasi una sfida all’ uomo, che diventa  manifesto del femminismo.

Giorgio Armani negli anni 80 farà della camicia bianca dal taglio maschile un simbolo dell epoca, conquistando  il mondo con i suoi tailleur maschili dalle spalline accentuate  .

Il re iniscusso che ha reso la camicia bianca uno strumento di poetica seduzione è Gianfranco Ferrè che negli anni 90 ha creato geometrie e costruzioni quasi architettoniche per costruire questo capo sempre protagonista dei suoi outfit.

Da sempre quindi la camicia bianca accompagna la donna in ogni sua espressione e occasione di vita, non può mancare nelle collezioni di ogni stilista romantica o maschile, oversize o attillata.

Devo dire che anche per una come me che fa del colore il protagonista delle collezioni Essère, la camicia bianca in varie declinazioni non può proprio mancare.

 

 

 

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