Science & technology

Articolo in italiano
di Sonia Becattini

IL CANE È IL MIGLIOR AMICO DELL’UOMO E A CONFERMARLO È LA RICERCA SCIENTIFICA

Qualche tempo fa, ad un pranzo con amici, mi capita di ascoltare una bellissima storia, i cui componenti principali sono la preparazione professionale insieme a tanta passione e tenacia, un mix perfetto alla base di una notizia molto interessante su una ricerca scientifica attualmente in atto. Tale ricerca mira a diagnosticare, nell’uomo, con efficacia e attendibilità, il tumore alla prostata in modo rapido e indolore.
La notizia coglie subito il mio interesse e, con piacere, scopro che grazie ad una pubblicazione scientifica sul  prestigioso “The Jurnal Of Urology” essa ha generato grande interesse a livello internazionale, già dal 2012. Questa ricerca utilizza i cani, per l’esattezza il loro prezioso contributo olfattivo; se addestrati con adeguata professionalità e tanto amore, essi riescono a individuare con l’olfatto quella o quelle sostanze presenti nell’urina dell’uomo, che differenziano una persona sana da una malata.  Affascinata dall’argomento, comincio ad approfondire un po’  e scopro che la ricerca è gestita dal Dott. Gianluigi Taverna, primario di urologia alla Humanitas Mater Domini di Varese e da Lorenzo Tidu, capo sezione medicina veterinaria del Comando Divisione “Vittorio Veneto” di Firenze, che mi auguro di poter intervistare presto…
Come nasce il progetto e come si sta evolvendo ce lo faremo infatti raccontare direttamente da Lorenzo Tidu a cui rivolgeremo molte domande, vista l’importanza della ricerca e dell’obiettivo finale.
Intanto abbiamo l’ennesima conferma di quanto i cani siano importanti nella vita delle persone, sia nel privato che in situazioni di aiuto, o di emergenza e pericolo.  Questi animali, grazie al loro eccezionale olfatto e ad una predisposizione naturale, sono veramente i migliori amici dell’uomo! In ambito medico-scientifico, per esempio, era già risaputo che attraverso l’odore del respiro del paziente sono in grado di riconoscere la tubercolosi e che possono, in altri casi, presentare una spiccata predisposizione a riconoscere i tumori della pelle o, ancora, allertare per eminenti crisi convulsive o iperglicemie nei pazienti con epilessia o diabete. Ma la ricerca, seguita dal Dott. Gianluigi Taverna e dal Ten. Col. Vet. Lorenzo Tidu, va ben oltre, perché l’obiettivo principale è quello di riuscire a individuare quali sono le sostanze (o le molecole) che il cane percepisce con tanta facilità, in modo da poter diagnosticare la malattia direttamente in laboratorio, ottimizzando al massimo i tempi e l’attendibilità della riposta, rendendo la diagnosi per il tumore prostatico finalmente indolore. Un grande passo per la ricerca scientifica italiana: con l’augurio che le risposte necessarie possano arrivare al più presto.

 

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