Science & technology

Articolo in italiano
di Sonia Becattini

LE TECNOLOGIE IOT A SUPPORTO DELL’AGRICOLTURA 4.0
Intervista ad Antonio Manes, CEO della Netsens, azienda leader nel settore della meteorologia ambientale.

Il mercato mondiale dell’Agricoltura 4.0 continua a crescere e l’agroalimentare si sta digitalizzando sempre di più. Anche in Italia gli investimenti e il giro d’affari dell’ Agricoltura 4.0 è significativamente in crescita, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, “l’Agricoltura 4.0 vale 450 milioni (+22%)”.
Si tratta del complesso di tecnologie di ultima generazione, che si possono utilizzare anche congiuntamente, per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni a favore della qualità dei prodotti finali. Il grande successo dell’utilizzo di nuove applicazioni tecnologiche è dovuto anche al notevole aiuto nel raggiungimento di obiettivi vantaggiosi ai fini competitivi con riduzioni dei costi e di qualità del lavoro.
Parliamo di Agricoltura 4.0 con l’ing. Antonio Manes, dei vantaggi, delle problematiche e del futuro.

Quali sono i problemi che riscontrate maggiormente tra i vostri clienti in merito alla produzione agricola?
Negli ultimi anni l’agricoltura si è trovata a fronteggiare crescenti sfide sia a livello climatico, con i cambiamenti in atto che rendono sempre più imprevedibili e violenti gli eventi meteorologici, sia a livello normativo, con crescenti restrizioni sull’impiego di agrofarmaci e pesticidi, a tutela dell’ambiente e dei consumatori. Questi due eventi rendono sempre più difficile il ricorso a metodi e conoscenze di tipo “tradizionale”, che da sempre vengono tramandati di generazione in generazione e che hanno portato finora ad un crescente incremento della resa e della qualità dei raccolti: la specificità delle colture, le esigenze del mercato, la difficoltà di utilizzare come in passato i fertilizzanti ed i prodotti chimici, sono tutti elementi che richiedono una capacità di gestione, pianificazione ed organizzazione paragonabili a quelle presenti in una struttura industriale.

Con quali strumenti contribuite a migliorare le performance del processo produttivo?
Sta diventando sempre più importante per le aziende disporre di informazioni precise ed operative, su cui prendere decisioni affidabili e tempestive: si è quindi sviluppato negli ultimi anni il settore dei sistemi per il supporto alle decisioni (DSS – Decision Support System), ovvero una piattaforma informatica che elabora informazioni di varia natura (es. previsioni meteorologiche, attività effettuate ecc.) e le traduce in “consigli” di tipo agronomico; le applicazioni sono principalmente legate alla razionalizzazione degli interventi di irrigazione e di impiego dei prodotti fitosanitari.
Questi obbiettivi possono essere raggiunti in modo ottimale facendo ricorso alle tecnologie che vanno sotto il nome di IoT – Internet of Things, ovvero tecnologie che consentono l’interconnessione di sorgenti di dati anche eterogenei, in modo fluido ed efficace, come ad esempio, i dati meteorologici e microclimatici acquisiti in campo attraverso dei sensori (come la pioggia, l’umidità del suolo, la bagnatura fogliare ecc.) che vengono trasmessi in modalità wireless sulla piattaforma di elaborazione dati (DSS), ed integrati con informazioni ricevute da altri sistemi e servizi (ad esempio, la posizione dei trattori, le quantità di prodotti chimici impiegati, le previsioni meteo, gli indici colturali ottenuti da elaborazione di immagini satellitari ecc.), restituendo ai decision-makers non solo dati sintetici e già elaborati, ma in alcuni casi anche veri e propri “consigli” sulle attività da svolgere (es. modifica dei turni di irrigazione, interventi fitosanitari, lavorazioni del terreno, potature ecc.).

Quindi immagino che tutto questo porterà dei vantaggi, quali sono?
L’efficace implementazione di queste tecnologie, se correttamente implementate, porta a vantaggi evidenti e concreti per le aziende, realizzando così un duplice beneficio: da un lato un miglioramento dei processi con conseguente riduzione dei costi, dall’altro una maggiore qualità dei prodotti e dell’ambiente agricolo, con le evidenti ricadute positive anche in termini di marketing.

Agricoltori e viticoltori come accolgono le nuove tecnologie?
Spesso accade che nella transizione dalle metodologie tradizionali a quelle digitali, una nuova tecnologia costituisca un elemento di ulteriore complessità e difficoltà, che si somma a tutte quelle già presenti, se non addirittura fonte di confusione e causa di scelte errate: è pertanto fondamentale da parte dei fornitori di tecnologia considerare con grande attenzione le peculiarità delle esigenze del mondo agricolo, e non pensare che una piattaforma di agricoltura digitale possa essere realizzata, ad esempio, come un qualsiasi gestionale aziendale, o che qualsiasi dispositivo IoT sia idoneo al rilevamento dei dati meteo-climatici dal campo. Ci sono delle complessità, ma è anche vero che nel momento in cui viene compresa l’efficace utilità dei sistemi e appurato che sono attuabili in ogni specifico caso, le aziende ci investono volentieri e applicano un corretto utilizzo.

In Italia in questo momento ci sono degli incentivi per gli investimenti in Agricoltura 4.0, ci può dare qualche informazione a riguardo?
Si, ci sono degli incentivi vantaggiosi; nella legge di stabilità 2020 è stato previsto un nuovo credito d’imposta che prevede un contributo pari al 40% dell’investimento fino a 2,5 milioni di euro per l’acquisto di macchinari agricoli con tecnologia 4.0.
Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese agricole residenti nel territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.
Per poter accedere al credito d’imposta, l’azienda è tenuta a produrre un’autocertificazione per un investimento inferiore a 300.000 euro, mentre per investimenti superiori a 300.000 euro fino a 2.5 milioni, è necessaria una perizia tecnica giurata a dimostrazione che il bene acquistato ha le caratteristiche tecniche tali da includerlo tra i beni 4.0.
L’acquisto del bene dovrà essere effettuato entro il 31 dicembre 2020 con  un pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo dell’investimento, ma il credito d’imposta si può utilizzare fino al 30 giugno 2021.

Concludiamo con la classica domanda sulle sfide del futuro, c’è una linea strategica e di ricerca già definita?
Sostanzialmente sono due le sfide che attendono l’Agricoltura 4.0 nel prossimo futuro: una sempre maggiore specializzazione delle tecnologie, in particolare relative all’elaborazione e alla presentazione dei dati, ed una sempre maggiore integrazione digitale di tutti i servizi (meteo, DSS, controllo remoto, satellite, previsioni ecc.) ancora oggi forniti come “pacchetti” separati e non comunicanti tra loro, con tutte le implicazioni di maggiori costi e complessità che evidentemente ne derivano. Siamo però sulla buona strada, raggiungeremo sicuramente anche questi obiettivi.

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